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categoria:televisione, trasmissioni, morte, mike buongiorno
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La cosa sconcertante di tutto il clamore attorno alle ultime vicende del Premier, non è tanto il fatto che abbia intrattenuto relazioni (che passano per il letto fino ad arrivare al Parlamento Europeo) con le varie velinette rampanti del caso, e riguardo al fenomeno culturale di cui sono le più autorevoli portatrici sane, ma di cui temo sia affetta la maggioranza dell'Italia, su cui si potrebbe scrivere un trattato di sociologia.
Ciò che secondo me spaventa di più di tutto questo periodo in cui vengono calate in tavola carte sempre più pesanti e significative sulla natura di Berlusconi, è l'apparente impassibilità di quel mondo fatto di "italiani medi" (suocerette e casalinghe tutte casa chiesa e rete 4 in testa), che sembra poco turbato dal disvelarsi della personalità di Berlusconi sotto queste luci.
La cosa non è di poco conto e meriterebbe secondo me una spiegazione razionale.
La prima e più ovvia è che siamo un popolo di merda; e su questo potrebbe non pioverci, dal momento che sono convinto che altrove, e per altrove si intende qualsiasi paese con un minimo di senso civico e dello stato, per cui diciamo dall'Uganda in su, a furor di popolo la gente avrebbe chiesto in massa e unanime le dimissioni del Premier, non fosse altro che per la planetaria figura di guano che sta facendo, e di conseguenza per rappresentanza parlamentare stiamo facendo anche noi.
Invece a parer mio c'è di più; o di peggio; o altro...insomma non c'è solo questo.
Secondo me l'italiano medio si avvicina alla figura di Berlusconi con lo stesso approccio che si ha con la religione...o giù di li.
Perchè se si analizza a fondo come venga presa per oro colato qualsiasi panzana (smascherata e derisa anche a livello internazionale) che esca dalla sua bocca, come si dia credito al suo contrattacco nei confronti del dissenso che viene subito etichettato come "complotto" contro di lui, come ad ogni evidenza che emerge pesantemente il suo consenso sembra a malapena vacillare, mentre in altri illustri casi si potrebbe parlare solo di catastrofe, allora questo significa che la relazione di Berlusconi col "suo popolo" si tiene in piedi sulla base di un concetto che fino ad adesso sembrava essere fondamentale soltanto per il rapporto dell'uomo con il trascendente, ovvero: IO CI CREDO.
Così come l'uomo di fede può avere nell'arco del suo percorso mille avvisaglie a confutare le basi del suo credo senza che ciò lo smuova di un passo dalla propria strada; così come l'uomo di fede risponde a delle apparenti evidenze che offuscano la sua visione dell'esistente con una giusta e doverosa (perchè se credi credi, l'evidenza conterà sempre poco) rimozione; così come l'uomo di fede per chiosare e sigillare qualsiasi scontro dialettico volto ad inficiare le verità sulle quali ha edificato la sua vita ha un'unica granitica e lapidaria risposta, così anche il popolo di Berlusconi reagisce a tutto ciò che in questo periodo sta minando la credibilità, la reputazione e la stabilità del suo "uomo nuovo" rispondendo: IO CI CREDO.
Ora pensavo: occorre guardare a questo come a un interessante fenomeno di psicosi collettiva, o riflettendoci bene tutto ciò è reso possibile soltanto perchè alla fine siamo proprio un
POPOLO DI MERDA?


Ieri sera toccante serata in memoria fi Fabrizio De Andrè, con una interminabile kermesse di artisti che con la sua musica c'entravano pressappoco come io in un negozio di parrucchiere, ed il sottile ma costante tentativo di far passare Faber come un credente, quando al massimo è stato un fine agnostico e un buon interprete (nel senso che ha saputo mettere bene in forma canzone) delle sacre scritture; un po' come se un bravo falegname potesse essere definito, per estensione del concetto, un eccellente botanico.
Si sono distinti nell'occasione i soliti Fossati e Pagani, un Capossela ammansito e stranamente lucido ma che bene si accostava all'atmosfera del pezzo proposto, un Bersani in versione free jazz, del tutto incurante del fatto che la melodia debba, in qualche modo, stare nella stessa tonalità dell'armonia (altrimenti canta una cover di Duke Ellington Diukanlinton!), e un jovanotti inedito, che direttamente dal cimitero di Spoon River ha letto tipo il suo tema delle medie, e si è prodotto in uno dei pezzi armonicamente più ostici dell'anotologia, con il risultato prevedibile di far uscire direttamente il suonatore Jones dalla tomba, incazzato tipo Eddy degli Airon Maiden, che se l'è inculato senza posa al grido di "Arriva il goriiiiiiiiiilla!", sfortunatamente a telecamere ormai spente.
Da annotare come, non ostante non c'azzeccasse assolutamente niente, si è fatto valere sia per il pezzo scelto, sia per l'esecuzione, sebbene pettinato come un play mobil, Tiziano Ferro.
Come fil rouge della trasmissione, nella veste di conduttori (sfortunatamente non di corrente), un Fabio Fazio vestito da chierichetto e con un'aria del tipo "Che nessuno dica parole tipo cacca durante la trasmissione", e Dori Ghezzi nel ruolo della moglie devota del devoto ed evangelizzato De Andrè, che non ostante cantasse di puttane, ladri, immigrati e finocchi, prima di andare a dormire recitava sempre le preghierine alla madonnina e al sempre immancabile Padrepio.
Il tutto, per ovvie ragioni, senza contraddittorio.